con il termine "Altissimo", non si intende nessuna entità divina o inerente una qualche religione. Per Altissimo, si intende letteralmente "altissimo". Il gigante immaginario che ci guarda tutti dall'alto. Onnipresente, onnisciente e del tutto indifferente all'evolvere delle situazioni imbarazzanti in cui vi siete cacciati, il cui unico scopo è quello di fare una classifica giorno per giorno di tutte le cazzate che riuscite a combinare. Con annessa TOP 20 ogni 6 mesi.

mercoledì 28 novembre 2012

Vita incompresa di una "Macchietta"

Avevo iniziato scrivendo un post che sarebbe dovuto essere divertente ma, vuoi la meteoropatia, vuoi la sindrome premestruale con mal di testa annesso dalle 10 di stamani, vuoi l'allentamento di due mesi di tensione (di cui sono vittima da quasi due giorni)...non faceva ridere per un cacchio.
Ho cancellato 45 minuti di lavoro non riuscito e lo ritenterò quando gli astri saranno correttamente congiunti. D'altra parte, fare i buffoni tutto il tempo, non è neanche troppo divertente alla fine. E non è nemmeno facile tenere sempre il ruolo della "macchietta", quella che sdrammatizza, che la butta in risate quando non sa come affrontarla. In un gruppo di amici ci vuole poco a prendere il ruolo di sparacazzate, di quella che non si offende mai, che è la prima che ride di sé stessa o di quella che fa finta di fare l'offesa quando è al centro di una presa in giro. Non è un lavoro per permalosi, questo è certo. 
Ma siamo esseri umani anche noi alla fine, e per quanto ci piaccia lo scherzo ci sono momenti in cui la quantità di affermazioni (dette senza averle pesate troppo, ovviamente) da digerire diventa grande più o meno quanto il Monte Subasio. Ed è lì che poi, durante una giornata uggiosa, alla fine rispondi storto al primo che insiste sul solito concetto. 
Di chi è la colpa in tutto ciò? E' vostra, cari i miei lettori pagliacci. Eh sì, perché non lo dite subito se ci rimanete male di una cosa, ma ci scherzate su? Perché non volete farvi vedere punti sul vivo, ecco perché. E allora concedete il beneficio del dubbio!
Ah, il vecchio "beneficio del dubbio", uno dei concetti più sottovalutati che siano passati da questo mondo. Beh mi sento di dire che in realtà, il beneficio del dubbio, è "una cagata pazzesca!" cit.
Non esiste! Se uno dice una cosa, di solito, la pensa anche. Poche seghe. Certo, a volte capita che ci si esprima male, ma il concetto di base ci deve essere. A meno che, capendo di essere stato sgamato, il soggetto in questione non ritratti con una vistosa retromarcia. E voi accumulate: chiudete gli occhi e vi tappate le orecchie. E peggio ancora: prima o poi finirete per COMPRENDERE che vi siano dette determinate cose. Non nel senso di "capire", ma nel senso di "giustificare", di essere comprensivi. Non lo fate. O siate più intelligenti di me, almeno. Replicate. Scrollatevi di dosso quel ruolo di macchietta-giustifica-tutto, non siete certo Dio per dover giustificare. 

Ma Trilussa lo spiegò meglio di me come funziona la vita da buffone, ve la lascio come la disse lui:

"Vent’anni fa m’ammascherai pur’io!
E ancora tengo er grugno de cartone
che servì p’annisconne quello mio.
Sta da vent’anni sopra un credenzone
quela Maschera buffa, ch’è restata
sempre co’ la medesima espressione,
sempre co’ la medesima risata.
Una vorta je chiesi: - E come fai
a conservà lo stesso bon umore
puro ne li momenti der dolore,

puro quanno me trovo fra li guai?
Felice te, che nun te cambi mai!
Felice te, che vivi senza core! -
La Maschera rispose: - E tu che piagni
che ce guadagni? Gnente! Ce guadagni
che la gente dirà: Povero diavolo,
te compatisco… me dispiace assai…
Ma, in fonno, credi, nun j’importa un cavolo!
Fa’ invece come me, ch’ho sempre riso:
e se te pija la malinconia
coprete er viso co’ la faccia mia
così la gente nun se scoccerà… -
D’allora in poi nascónno li dolori
de dietro a un’allegia de cartapista
e passo per un celebre egoista
che se ne frega de l’umanità!"

domenica 25 novembre 2012

la (im)parità dei sessi

Casomai non l'aveste notato, al giorno d'oggi
La cavalleria è morta.

Improbabile che le signorine non se ne siano accorte, più credibile che invece non l'abbiano fatto i maschietti. Per quanto triste da ammettere è la la cruda realtà. E se per caso vi capita di farlo notare, come ha fatto la sottoscritta mentre reggeva la porta ad un signorino, sappiate la risposta dell'uomo che si sente momentaneamente devirilizzato è di un'acidità indisponente. Nel caso specifico è stata: "l'avete voluta la parità dei sessi?".
Stiamo scherzando, vero? L'avete voluta la parità dei sessi? Ma ti hanno lobotomizzato da piccolo?
Però, dopo aver assorbito la stizza e aver fatto appello a tutto l'autocontrollo di cui dispongo per non sfasciargli lo spigolo della porta sul setto nasale, una domanda si è impadronita del mio cervello: nella quotidianità esiste davvero la tanto discussa PARITA' DEI SESSI?
Analizziamo la cosa con un occhio critico (molto) ed imparziale (molto poco): il mio.

I 10 MOTIVI PRATICI PER CUI UN UOMO E UNA DONNA NON POTRANNO MAI ESSERE "PARI"

1. Crederò alla parità dei sessi quando, e l'avevo già accennato un qualche altro post in passato, anche un uomo dovrà rischiare l'osso del collo su un tacco 12 spaccaschiena - e potenzialmente anche spaccadenti -per fare figura. Perché la fanno veloce LORO, ma l'indumento più impegnativo che devono indossare per apparire eleganti è una cravatta. Dolore fisico? Non sapranno mai che cos'è.

2. Crederò alla parità dei sessi quando non si dirà più "donna al volante, pericolo costante". Per quanto mi costi ammetterlo, in quanto rappresentante della minoranza di non imbranate al volante (sì, io riesco anche a parcheggiare in una/due manovre), è una delle grandi verità della vita. Se trovi un incapace per la strada, 8 volte su 10, è una donna. Hanno ragione LORO. E io gonfio come un gufo ogni santa volta che succede, Dio mi è testimone.

3. Crederò alla parità dei sessi quando alla fatidica temperatura di 37.1°C il mondo di un uomo non starà per volgere al termine e tu, donna, non sarai l'unica àncora di salvezza in quella valle di lacrime. La soglia del non ritorno. Fino a 37.0 si trascinano per casa come zombie, ma alla soglia: letto obbligatorio, voce morente, duemilasettecentotrentranove necessità e dolorini, occhietti lucidi e sguardo perso nel vuoto come uno sul letto di morte. Come scrisse una mia amica su twitter in settimana: "@MartyGhiri: quando sono malati gli uomini andrebbero abbattuti per porre fine alle loro sofferenze...e alle nostre #maschioalfauncacchio". Ed è inutile che vi arrampicate sugli specchi, ha ragione lei.

4. Crederò alla parità dei sessi quando una donna ci metterà lo stesso tempo di un uomo per fare la doccia. Deve esserci una ragione scientificamente dimostrata dietro. DEVE.

5. Crederò alla parità dei sessi quando una donna riuscirà a mangiare una banana in pubblico cercando invano di nascondersi da chicchessia. Non c'è bisogno di grosse spiegazioni. Se non siete una donna, non avete idea delle scene imbarazzanti che si potrebbero creare.

6. Crederò alla parità dei sessi quando parlando di cose serie, mi guarderai in faccia invece che dentro la scollatura. O in alternativa io potrò guardarti il torace nella stessa maniera.
Se avrai delle radiografie della gabbia toracica a portata di mano, tanto meglio. Una sana costituzione è alla base del  mercato.

7. Crederò alla parità dei sessi quando anche gli uomini si ricorderanno delle cose da fare senza che gli vengano snocciolate ogni volta come una relazione dettagliata sulla presa dell Bastiglia. D'altra parte è risaputo: l'uomo è un'entità cerebrale SEMPLICE, non siate così supponenti da sottoporgli concetti difficili. I sottobicchieri sul tavolo della nonna in salotto? Cosa sono i sottobicchieri? La tavoletta alzata in bagno? Perché c'è una tavoletta? Siate elementari. Se i sottobicchieri non se li ricordano, tirateglieli e stampategli in fronte. Magari la memoria visiva funziona...

8. Crederò alla parità dei sessi quando ad una donna che scrive un messaggio di 37 righe, esprimendo i propri pensieri, sensazioni, idee e opinioni non verrà risposto solo con un "sì", "no", "forse" o "non lo so". Ci sono almeno altre 29996 parole da poter usare per esprimere un concetto. Imparale, usale.

9. Crederò alla parità dei sessi quando potrò andare dal meccanico da sola e lui non cercherà di cambiarmi anche il cassettino portaoggetti pensando che sia imbecille, solo perché mi manca il sufficiente gergo tecnico riguardante automobili e motori.

10. Crederò alla parità dei sessi quando un uomo avrà la stessa capacità di tenere catalogate tutte le informazione che riceve, esattamente come fa una donna. Lei assimila, segna e ricorda all'uomo qualsiasi appuntamento, visita o cena fuori.
Quando avrete dei figli, una donna saprà esattamente quando, dove, perché e con chi i bambini hanno appuntamento, quali sono i loro cartoni animati preferiti, i loro migliori amici, le loro paure e i loro cibi prediletti. Un uomo, invece, è già tanto se è vagamente cosciente di avere un'altra persona di bassa statura che si aggira per casa...


Non è la parità dei sessi che deve far discutere, perché non esiste e non potrà esiste mai. La parità di opportunità offerte, invece...beh, quella è tutta un'altra cosa.

giovedì 22 novembre 2012

UGG(esùmmio)!

Qualche giorno fa, leggendo Il Post - il quotidiano online diretto da Luca Sofri, anche conosciuto come marito della Daria Bignardi. Sì, la Bignardi, quella che condusse la prima storica edizione del Grande Fratello e che abbiamo ritrovato recentemente, per fortuna, in conduzione alle "Invasioni Barbariche" - nella sottosezione "cultura" mi sono imbattuta in un articolo trattante il mercato attuale del marchio, recentemente famoso, UGG. Riassumendo in due righe: i famosi stivali di montone dalla superficie marrone, con lana all'interno, hanno sentito gli effetti della crisi mondiale. Nell'ultimo anno i guadagni sulle vendite sono calati del 31% il che comporterà, con ogni probabilità, un abbassamento dei prezzi di vendita.
Finita questa piccola introduzione, il mio commento al tracollo dell'azienda americana è presto fatto: MI STUPISCO CHE NON SIA SUCCESSO PRIMA.
Dai, sul serio! Avete presente gli UGG? Vi rinfresco la memoria:


Li state vedendo bene sì? Cioè, dovrei meravigliarmi che un paio di stivali con la sagoma e il colore del più famoso ALF ( Dai, Alf! quello della serie tv di fine anni 80...lui --> Clicca qui ) abbia smesso di vendere? Mi meraviglio più di come abbia fatto a diventare un oggetto di "moda", ricercato e che costava anche quasi quanto un paio di Prada. Non me ne capacito.
In quali condizioni puoi metterti degli UGG? Ok, poniamo che siano usati per lo scopo con cui erano nati, cioè come ABBIGLIAMENTO TECNICO per i surfisti australiani che cercavano di scaldarsi dopo aver fatto surf. Me ne farei una ragione, l'abbigliamento tecnico non deve essere bello, deve essere funzionale. Lo comprendo, lo capisco e posso anche essere d'accordo che servano al loro scopo.
Però tu, donna normale che lo compri per usare nella tua quotidianità, per andare in ufficio, per andare a scuola, per fare la spesa, spiegami: PERCHE'?
Tu, donna, passi la vita a lamentarti perché dovresti perdere qualche chilo, perché quel pantalone ti fa il sedere grosso, perché c'hai la gambetta un po' tozza alla calciatore...e poi ti compri gli UGG? Eddai su! Di certo lo scopo principale non è la valorizzazione, perché a meno che tu non sia Adriana Lima (ne dico una che mi è capitata sott'occhio dal vivo e vi giuro che esteticamente non ha mezzo difetto) e quindi nessuno fa caso a quello che indossi, sia pure una pelliccia di puzzola, non puoi permetterti di mettere gli UGG. E' impossibile. Non voglio minare la vostra autostima, per carità, ma è un dato oggettivo.
Guardate qui la normalità:


Dov'è la cosa bella? Dove? Dio non voglia che cadano anche due fiocchi di neve, sennò va di lusso che non si ritrovino impallinate da qualche invasato convinto di essere finalmente sulle tracce di Bigfoot.
Non trovo pace. Più guardo una persona con gli UGG e più mi verrebbe voglia di fargli sgambetto.
Chi mi conosce sa che sono tutto tranne che una fissata con lo stile e la ricercatezza, vado a giro in Converse All Star da una vita per dire, ma non è che bisogna essere Miuccia Prada per comprendere che sei svalorizzata con quella roba addosso, perdìo!
Parlando in prima persona: un fungo. Io con gli Ugg ai piedi sembrerei un fungo. Ma non di quelli bellini slanciati, col cappello sottile e il gambo affusolato. Nono, uno di quelli belli tondi e compatti con il gambo di 5/6cm buoni di diametro. Un porcino.
Una volta un mio compagno di liceo, che era piuttosto magrolino ma aspirava a fare il calciatore, mi disse - e me lo ricorderò per sempre, una donna non dimentica mai certi affronti - con la più completa ammirazione: "Sai Chiara, se io avessi dei polpacci belli muscolosi come i tuoi, a quest'ora sai già terzino titolare della Nazionale". Da allora ho il complesso segreto dei polpacci, ma ciò mi è stato utile, perché io so, ne sono cosciente e consapevole, che se anche volessi, se fossi follemente innamorata e se volessi omologarmi alla tendenza del momento, non potrei mai, in nessun caso, per nessun motivo permettermi di mettere degli UGG! I miei polpacci mi farebbero rivoltare nella tomba(insieme alle mie unghie, che già non mi daranno mai tregua per lo smalto glitterato di "Cioé"!) per l'eternità.

E Dio non voglia che sopra l'UGG ci sia piazzato il pantacollant iper-stra-aderente e prepotente....ma questo meriterà post a parte, a tempo debito.

martedì 20 novembre 2012

Che brutto tipo di partner sei?

Mentre mettevo a posto un angolo nascosto della mia libreria, mi sono imbattuta in una scatola di vecchi ammennicoli risalenti alla mia adolescenza. Tra i vari diari e quaderni che avevo riempito di concetti piuttosto imbarazzanti, e che non starò certo qui a raccontarvi, mi è caduto l'occhio su un vecchio numero di "Cioè". Oddio "Cioè"! Non ricordavo neanche che fosse esistito. Rammento che lo compravo principalmente per i gadget di cui lo corredavano e non dimenticherò mai lo smalto blu e argento con i glitter che ci trovai la prima volta che lo acquistai, una cafonata che neanche Lady Gaga al massimo splendore. Io però ero piccola ed ingenua, e me ne ero innamorata. La cosa positiva è che mi piaceva talmente tanto che, avendo paura di sprecarlo o peggio ancora di finirlo, lo misi una volta soltanto in tutta la mia vita. Per fortuna, aggiungerei.
Tornando al punto, mi sono messa a sfogliare quel giornaletto con l'occhio scettico di chi ormai è 10 anni più vecchio, e mi sono imbattuta in uno dei MUST del caro vecchio "Cioè": IL TEST della settimana. Quei test che rispondevi a) b) c), poi contavi le risposte ed ottenevi quello che doveva essere il tuo profilo psicologico. Io vorrei sapere i cervelli che stavano dietro a quella rivista. Ma sul serio.
Quella settimana il titolo del test era "che tipo di partner sei?". Quel test, proposto a ragazzine di meno di 14 anni, era la visione innocente e sognatrice di quello che avrebbero dovuto aspettarsi dalla vita, la versione tutta rose, fiori e principi azzurri. Ma siccome poi si cresce, io so che le mie aspettative sono state distrutte anche per colpa di quel Cioè che era riposto nel fondo della mia libreria. E' per questo che oggi sento la necessità di proporre tutti gli altri risultati del test, di cui sappiamo l'esistenza ma di cui nessuno ci ha parlato quando era il momento e che sono stati omessi per creare in noi giovani leve, delle aspettative irreali. Signore e signori...

Che brutto tipo di partner sei? 

1. IL PROBLEMATICO/TORMENTATO:
La sua frase tipica è: "Scusa, non sto bene, sono assorto dai miei problemi MA NON E' COLPA TUA, SONO IO. Mi devo prendere del tempo per risolverli e non voglio coinvolgerti per darti delle preoccupazioni". Tipico ragionamento che sta alla base di un rapporto di coppia, non fa una piega.
Il più delle volte il Problematico sparisce, durante uno dei suoi momenti di riflessione, in una nuvola di fumo. Non nel senso che si sfa di canne, anche se il dubbio su quest'ultimo concetto è legittimo,  ma che proprio non si riesce più ad avere informazioni sul suo conto. Con ogni probabilità durante uno dei suoi combattimenti interiori, è partito per andare a cercare sé stesso e invece ha trovato una bella Tahitiana niente male, con cui ha messo su famiglia a  soli 17mila km di distanza. (Ovviamente i kilometraggi e le nazionalità coinvolte sono a discrezione dell'individuo e possono variare da caso a caso)

2. IL ROMEO INCALLITO:
Non sarò certo io ad uccidere il romanticismo, ma a tutto c'è un limite. E il Romeo incallito è il soggetto che non sembra averne mai compreso l'esistenza. Le prime avvisaglie non tardano ad arrivare, ma all'inizio si sa, sei troppo preso dalla novità per potertene accorgere.
In meno di un mese conoscerai tutti suoi amici, i suoi genitori e sarai già prenotato per il pranzo di Natale con tutti i parenti. Entro i 3 mesi avrai già almeno 2 lucchetti a Ponte Milvio, dei quali ti sarai tenuta inconsciamente una copia della chiave(Moccia non mi avrai MAI), almeno 4kg in più a causa delle scatole di cioccolatini, 3 cellulari fusi perché non hanno retto un ritmo serrato di 18 chiamate al giorno e un ospite fisso in casa a dormire, tutte le notti che Dio mette in terra. In cambio lui ti chiederà di partecipare ad ogni attività che lo riguarda, anche il torneo di bocce se necessario, e se mai proverai ai dirgli che non ti piacciono i suoi amici, lui li mollerà seduta stante senza neanche ribattere. Dopo 6 mesi starà già progettando il vostro matrimonio, immaginando i mille modi in cui fare la proposta e scadendo in un vortice di banalità inaudito, passando dall'anello nel bicchiere di champagne, al viaggio a Parigi, o peggio ancora con una dichiarazione pubblica in un luogo dove ci sono almeno altre 6 coppie nello stesso momento per lo stesso motivo. Mi viene in mente sul London Eye, ma potrebbe essere la Tour Eiffel o ristorante con vista Colosseo.
Se sei un'amante dei romanzi rosa, la cosa potrebbe anche starti bene. Ma se miri, anche solo un minimo, ad avere un  qualche tipo di indipendenza: SCAPPA. E scappa veloce. Se avrai bisogno di un paio di scarpe da running non preoccuparti: puoi fartele regalare quando ancora Romeo non sospetta niente.

3. L'ALLERGICO ALLE STORIE SERIE:
La definizione è presto fatta. L'allergico è colui che scappa non appena la storia sembra aver preso un andazzo stabile e tutto va alla stragrande. Può sparire nel nulla comportandosi come "Problematico" per indorare un po' la pillola, oppure può semplicemente dirti: "è stato un piacere, per me la storia finisce qui, però POSSIAMO RIMANERE AMICI. Ciao."
Possiamo rimanere amici??? Ti avverto che in questi momenti vorrai poter ricorrere alla castrazione chimica. Non sarò certo io ad impedirtelo, hai il mio sostegno.

4. IL BUSINESSMAN:
Vedi il tuo fidanzato solo alla sera? Conosce meglio il piatto preferito della sua segretaria che il tuo(non per metterti la pulce nell'orecchio, ma io un occhio su quella segretaria ce lo terrei fisso)? Mentre fate sesso parla con gergo tecnico usando termini incomprensibili, tipici del suo lavoro, e si ricorda che deve chiamare il commercialista per la dichiarazione dei redditi? Ho brutte notizie per te: hai un businessman nel tuo letto.
La versione estremizzata dell'individuo che vive per il suo lavoro. Uno che quando cominciate ad ipotizzare una storia insieme si trattiene dal  proporti una bozza di business plan preventivo, che tutti i mesi traccia un bilancio consuntivo delle spese sostenute per portarti a cena fuori e delle ore di straordinari che dovrà fare per tornare in pari coi conti.
La situazione non è di facile soluzione, ma si sa: chi si somiglia si piglia, quindi potresti approfittarne per buttarti anima e corpo nella tua carriera. Se invecce la tua carriera è colata a picco, rasserenati: hai sempre la possibilità di cercarti un amante.

5. IL PATITO DI SPORT:
Il programma della coppia, qualunque sia la faccenda da sbrigare, è questo: facciamo tutto quello che dobbiamo fare durante la settimana. Deve portarti all'IKEA? Scegli un giorno tra lunedì e venerdì,  possibilmente non in contemporanea con il torneo di Tennis su ESPN. Il weekend è sacro e la domenica è l'apoteosi dello sportivo medio. Aggiungiamo le coppe europee durante la settimana, sport oltreoceano un giorno sì e quello dopo pure ad orari improponibili (con conseguente sveglia che suona nel cuore della notte per essere sicuri di non farsi trovare impreparati), eventuali tornei particolari nel mezzo del pomeriggio o qualificazioni per una qualche gara di corsa coi carretti nel nord-est della Patagonia. Sai che soddisfazione buttarsi giù per un ghiacciaio con un carretto?
Tutto è in funzione dell'evento sportivo, devi essere pronta ad accettarlo. I modi per sopravvivere immune e senza rischiare un attacco isterico a giorni alterni, sono due: o sei una patita di sport anche tu, o sei una santa donna e ti adatti agli orari degli altri. Ma sappi che, con il tempo, ti renderai conto della grandissima fortuna che può essere avere un uomo in stato vegetativo davanti ad una tv o un pc per ore.


NB - Il vero messaggio di questo post non è che il mondo è pieno di inetti, questi sono solo dei casi limite. Ma c'è una buona probabilità che in una vita intera, almeno uno prima o poi vi toccherà. Non smettete di cercare, qualcuno c'è anche per voi (forse).
E ricordate sempre il messaggio che tutti i vostri filmetti rosa non vi riveleranno mai: l'amore vero è INGRASSARE INSIEME.

mercoledì 7 novembre 2012

Centralinista per caso

Sono diventata una centralinista. E non sono una delle tanto nominate neolaureate che guadagnano 600€ al mese per lavorare in un call center, troppa grazia. Prima cosa non sono neolaureata e non è il "neo" che mi manca, è proprio la sostanza. Secondo punto, MAGARI guadagnassi 600€ al mese, lavoro gratis. Ma perché sono un tipo speciale di centralinista: io rispondo solo a persone particolarmente fulminate e/o saccenti/arroganti che sbagliano numero. E non si sa perché chiamano SEMPRE me.
Se non fosse per la rottura di balle che mi procura rispondere al telefono mentre sto studiando (avete presente quando state seguendo il ragionamento di un esercizio, facendo una fatica immane per capire quello che state facendo e nel momento in cui credete di aver conquistato l'intuizione giusta...DRIIIIIIN! PANICO! - e bestemmione al seguito. Perché tanto lo sapete già: quando ritornerete su quel quaderno, dovrete rifare tutto da capo!) avere la prontezza per rispondere con frasi adatte(o puntate acide, a seconda dell'esigenza) ogni volta, sarebbe anche divertente.

Qualche giorno fa avevo pubblicato su twitter il contenuto dell'ultimo errore di digitazione telefonica, e credo che ora ve lo esporrò in più di 140 caratteri.
-Pronto?
-Pronto, frantoio di Pianella?
-Ehm no. Guardi, ha sbagliato numero.
-(risposta anche con fare arrogante) Non è possibile. Sull'elenco c'è scritto questo numero!
-Eh ma le cose son due: o l'ha digitato male oppure hanno chiuso il frantoio di Pianella. E considerando che mio nonno c'è andata 2 giorni fa, opterei per la prima.
-Nono, sull'elenco c'è questo numero. So sicuro. Ci vedo bene eh!(la gente saccente...mmm!)
-Ovvia. Allora che s'ha fare? Mi porta l'olive e gliele schiaccio io a mano??
-TU TU TU TU
Cioè: rompi le palle, mi rispondi arrogante quasi fosse colpa mia che non riesci a copiare un numero, e poi neanche saluti? Ma io ti toglierei il diritto di avere un telefono in casa! Un corso di segnali di fumo, ecco che ci vorrebbe.

Stamani invece, e da qui l'ispirazione per il pezzo, la telefonata più assurda in assoluto che abbia mai ricevuto in tutta la mia vita. La scena è stata questa: esercizio di termodinamica, DRIIIN (del cellulare), numero anonimo, imprecazioni verso i piani alti,
-Pronto?
-(voce di ragazza)Il tuo fidanzato ti ha tradito!
-..................................(o_O")
-Hai capito?
-Eh, ho capito. Ma in che senso?
-Ma come in che senso? E' venuto a letto con me. Ma lui non te lo dirà mai.
-Ah.
-E non dici niente?
-Mah, visto che te conosci il mio fidanzato e io no, se mi lasci un recapito magari me lo presenti.
-Ma scusa, non sei Francesca?
-Eh no....
-........cheffiguradimerdaaaaaaaaaa
-Eh. Oh però grazie, io ho apprezzato l'impegno. Non so se lo farà anche Francesca...

Capite? State capendo che razza di casi umani mi passano per le orecchie? Ora, a parte che se vai con uno che è fidanzato, fatti i cazzi tuoi dopo. E' inutile che prima ti diverti e poi vai a fare ammissioni, da numero privato(cuor di leone proprio) senza dire chi sei, che fai, dove vai, perché etc, per lavarti la coscienza. Non c'è bisogno che vai a spargere tragedie. Se ti devono venire i sensi di colpa, ci potevi pensare prima di farlo e risolvevi il problema alla radice. FAINA!