Ho cancellato 45 minuti di lavoro non riuscito e lo ritenterò quando gli astri saranno correttamente congiunti. D'altra parte, fare i buffoni tutto il tempo, non è neanche troppo divertente alla fine. E non è nemmeno facile tenere sempre il ruolo della "macchietta", quella che sdrammatizza, che la butta in risate quando non sa come affrontarla. In un gruppo di amici ci vuole poco a prendere il ruolo di sparacazzate, di quella che non si offende mai, che è la prima che ride di sé stessa o di quella che fa finta di fare l'offesa quando è al centro di una presa in giro. Non è un lavoro per permalosi, questo è certo.
Ma siamo esseri umani anche noi alla fine, e per quanto ci piaccia lo scherzo ci sono momenti in cui la quantità di affermazioni (dette senza averle pesate troppo, ovviamente) da digerire diventa grande più o meno quanto il Monte Subasio. Ed è lì che poi, durante una giornata uggiosa, alla fine rispondi storto al primo che insiste sul solito concetto.
Di chi è la colpa in tutto ciò? E' vostra, cari i miei lettori pagliacci. Eh sì, perché non lo dite subito se ci rimanete male di una cosa, ma ci scherzate su? Perché non volete farvi vedere punti sul vivo, ecco perché. E allora concedete il beneficio del dubbio!
Ah, il vecchio "beneficio del dubbio", uno dei concetti più sottovalutati che siano passati da questo mondo. Beh mi sento di dire che in realtà, il beneficio del dubbio, è "una cagata pazzesca!" cit.
Non esiste! Se uno dice una cosa, di solito, la pensa anche. Poche seghe. Certo, a volte capita che ci si esprima male, ma il concetto di base ci deve essere. A meno che, capendo di essere stato sgamato, il soggetto in questione non ritratti con una vistosa retromarcia. E voi accumulate: chiudete gli occhi e vi tappate le orecchie. E peggio ancora: prima o poi finirete per COMPRENDERE che vi siano dette determinate cose. Non nel senso di "capire", ma nel senso di "giustificare", di essere comprensivi. Non lo fate. O siate più intelligenti di me, almeno. Replicate. Scrollatevi di dosso quel ruolo di macchietta-giustifica-tutto, non siete certo Dio per dover giustificare.
Ma Trilussa lo spiegò meglio di me come funziona la vita da buffone, ve la lascio come la disse lui:
"Vent’anni fa m’ammascherai pur’io!
E ancora tengo er grugno de cartone
che servì p’annisconne quello mio.
Sta da vent’anni sopra un credenzone
quela Maschera buffa, ch’è restata
sempre co’ la medesima espressione,
sempre co’ la medesima risata.
Una vorta je chiesi: - E come fai
a conservà lo stesso bon umore
puro ne li momenti der dolore,
E ancora tengo er grugno de cartone
che servì p’annisconne quello mio.
Sta da vent’anni sopra un credenzone
quela Maschera buffa, ch’è restata
sempre co’ la medesima espressione,
sempre co’ la medesima risata.
Una vorta je chiesi: - E come fai
a conservà lo stesso bon umore
puro ne li momenti der dolore,
puro quanno me trovo fra li guai?
Felice te, che nun te cambi mai!
Felice te, che vivi senza core! -
La Maschera rispose: - E tu che piagni
che ce guadagni? Gnente! Ce guadagni
che la gente dirà: Povero diavolo,
te compatisco… me dispiace assai…
Ma, in fonno, credi, nun j’importa un cavolo!
Fa’ invece come me, ch’ho sempre riso:
e se te pija la malinconia
coprete er viso co’ la faccia mia
così la gente nun se scoccerà… -
D’allora in poi nascónno li dolori
de dietro a un’allegia de cartapista
e passo per un celebre egoista
che se ne frega de l’umanità!"
Felice te, che nun te cambi mai!
Felice te, che vivi senza core! -
La Maschera rispose: - E tu che piagni
che ce guadagni? Gnente! Ce guadagni
che la gente dirà: Povero diavolo,
te compatisco… me dispiace assai…
Ma, in fonno, credi, nun j’importa un cavolo!
Fa’ invece come me, ch’ho sempre riso:
e se te pija la malinconia
coprete er viso co’ la faccia mia
così la gente nun se scoccerà… -
D’allora in poi nascónno li dolori
de dietro a un’allegia de cartapista
e passo per un celebre egoista
che se ne frega de l’umanità!"
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