Oggi l'Altissimo deve avermi amata quanto si può amare la sabbia nelle mutande. Ho tenuto la stessa canzone (dall'OST di Hunger Games pare, il che mi ha anche convinta ad inserirlo celermente nella mia videoteca, nella sottocategoria "film con necessità impellente di essere visti". Anche se in realtà non sono riuscita a reggere nemmeno l'ansia di Jurassik Park da sola, l'Altissimo scalpita già.) in riproduzione su youtube, tutto il giorno. TUTTO. Da stamani alle 10, e adesso è sempre qui. In realtà era tutta una scusa per convincerlo a concentrarsi su voi altri, che io ci debbo studiare la fisica. Ebbene sì. Domani è il gran giorno: il PRIMO tentativo di dare l'esame tanto temuto. Ho rimandato la pratica finché mi è stato possibile ma i nodi vengono al pettine, e nel caso specifico stiamo parlando di nodi carpiati con avvitamento doppio e fatti da marinaio esperto, contro un pettine con denti a distanza qualche micron l'uno dall'altro. Perché diciamocelo, tanto interessante, tanto affascinante, tanto pratica, ma io la fisica la comprendo come si può comprendere una relazione orale di Biscardi sulla "Critica della Ragion Pratica" di Kant.
Non starò qui a dirvi quando sia stanca e nervosa in questo momento, e a maggior ragione vi risparmio anche qualche colta citazione dal buon vecchio Antonellone Venditti, ma la mia nuova filosofia di vita attira-positivà-scaccia-negatività, che trova nel "perché no?" la sua principale ragione di vita, la sta alleggerendo tanto. E fu così che all'esame consegnai il compito in bianco. TA-DAAAAN!
Intro a parte, lo spunto per scrivere il pezzo mi è venuto proprio da una cosa che mi capita spesso se non sempre quando sto per dare un esame: gli incubi della notte prima (e non trascurabile, dal fatto che cerchi di tenermi lontano dalle calamità passando qualche ora qui davanti al pc, dove non posso farmi troppo male fisico). Chiamatela apprensione, chiamatala angoscia, chiamatela ansia da prestazione (no, non di quel tipo)...ok no, non chiamatela ansia da prestazione. Però ci siamo intesi. Ciò mi riporta alla memoria la notte assurda prima dell'orale dell'esame di elettronica. Per motivi di privacy (ma soprattutto per la mia incolumità quando dovrò attraversare una strada trafficata) non scriverò nome e cognome del/della docente, ma potete tranquillamente immaginarvi il/la prof con le sembianze del velociraptor incazzoso di Jurassic Park di cui sopra. La quale mi ha simpaticamente seccato all'orale 3 volte con 27 allo scritto passato al primo tentativo. Segno che poi, forse, qualcosa della materia ci avevo capito. Evidentemente per il velociraptor non dovevo avere una faccia sufficientemente simpatica e/o affidabile. Ma tralasciamo la polemica personale. La notte prima del terzo orale è stata degna della sofferenza fisica della povera Ana (un nome una promessa, tra l'altro), protagonista del Best Sellers "50 sfumature di grigio", la prima volta che è stata convinta a fare sesso violento con quel gran bonazzo di Christian Grey (tra l'altro qui scatta la polemica: ho letto oggi che per la versione cinematografica del caso letterario dell'anno, sarebbe stato scritturato Justin Bieber. Bieber. BIEBER! Cioè. Parliamone. Il bellissimo impresario di successo, dannatamente affascinante, incredibilmente bello e virile, maestro del sesso in tutte le sue forme più strane, il protagonista che ha infiammato gli ormoni di migliaia, ma che dico migliaia, milioni di lettrici in tutto il mondo....interpretato da Bieber. Suicidio assistito!). Ovviamente il primo pensiero fu: "vado a letto presto così dormo il più possbile, mi sveglio riposata, rilassata e bella carica". Mai scelta fu più sbagliata, la conseguenza scontata: occhi a palla in perfetto gufo's style fino ad orario improponibile. Ma una volta addormentata la cosa non andò meglio. Seguirono sogni molto simpatici in cui il velociraptor mi interrogava sul ciglio di un dirupo chiedendomi di costruirgli un circuito elettrico avendo a disposizione solo una scodella di pop corn e 3 bic blu. In realtà la sensazione di vuoto mi era provocata dal fatto che stavo dormendo sul bordo del letto, ma per mia sfortuna mi accorsi di ciò solo nel momento in cui il baricentro era ormai fuori asse, e nella caduta rovinosa verso il pavimento il mio caro setto nasale(già collaudato sul bordo del bidet alla tenera età di un anno e mezzo) urtò del tutto involontariamente lo spigolo del comodino. Seguì sveglia improvvisa con bestemmione di buongiorno, alle 4 e mezzo del mattino.
Altro simpatico aneddoto risale alla notte prima dell'esame di Algebra. Quella volta volai gli ultimi 4 scalini prima del pianerottolo, stampandomi sul muro di fronte con conseguente livido delle dimensioni del Nicaragua.
Prima di Analisi 1 invece fu la volta di Mario. Ah, Mario. I miei amici che leggono lo ricorderanno sicuramente. Mario era il nome dell'unica pianta che abbia mai messo in camera mia. Un buffo esemplare di pianta, non so come definirla...avete presente quelle con i rami ricadenti? Non ricordo il nome scientifico, per quel che ne so io di botanica poteva benissimo essere una pianta di Miseria. Il che, visto il mio estratto conto, non sarebbe da escludere. Beh io e Mario eravamo molto affezionati, tant'è che era diventato ufficialmente "Mario, la pianta sopra l'armadio" e nonostante la mia totale mancanza di pollice verde, lui era paziente e cresceva rigoglioso nonostante le mie scarse cure. Poi quella sera successe l'irreparabile: mentre stavo passando davanti all'armadio per prendere le ultime cose da mettere in borsa per la mattine seguente, il vecchio Mario, forse preso da un attacco di depressione incurabile, decise di farla finita. Ma non fece una cosa comune e banale come lasciarsi seccare. No, lui volle tentate di andarsene in grande, da kamikaze. E si kamikazzò sulla mia testa nell'esatto momento in cui passavo lì sotto. Preciso e puntuale come un esattore delle tasse. E io mi ritrovai lì, a cercare di capire il perché dell'insano gesto, all'una di notte, piena da testa a piedi di terriccio. Non gliel'ho mai perdonata.
Beh, adesso forse è chiaro perché quello che mi mette ansia non è tanto l'esame in sé, quanto l'attesa della notte prima. Si potrebbe fare un toto-incubo su quello che promette questa nottata. Zombie? Vampiri? Velociraptor? Abbandono in autostrada? Frontali su porte misteriosamente chiuse? Provvederò a farvi sapere. E sì, è anche per questo che ho accuratamente evitato la proiezione di un film rilassante come Hunger Games stasera, nonostante muoia dalla voglia di vederlo. Anche se non sembra, ci tengo alla mia salute.
Di buono c'è da considerare che comunque, in un paese un cui un giovane su 3 è disoccupato, potrei provare ad aprire una nuova frontiera sul panorama delle Assicurazioni sulla vita.
E con ciò, è giunto il momento di andare. Fatemi tanti auguri...e BUONA NOTTE!
PS - per gli amanti delle piante che sono in pensiero per Mario: lui sta bene. E' sotto le cure amorevoli di Madre e nonostante abbia tentato di nuovo l'insano gesto, non ha più coinvolto altre vite umane.
con il termine "Altissimo", non si intende nessuna entità divina o inerente una qualche religione. Per Altissimo, si intende letteralmente "altissimo". Il gigante immaginario che ci guarda tutti dall'alto. Onnipresente, onnisciente e del tutto indifferente all'evolvere delle situazioni imbarazzanti in cui vi siete cacciati, il cui unico scopo è quello di fare una classifica giorno per giorno di tutte le cazzate che riuscite a combinare. Con annessa TOP 20 ogni 6 mesi.
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