con il termine "Altissimo", non si intende nessuna entità divina o inerente una qualche religione. Per Altissimo, si intende letteralmente "altissimo". Il gigante immaginario che ci guarda tutti dall'alto. Onnipresente, onnisciente e del tutto indifferente all'evolvere delle situazioni imbarazzanti in cui vi siete cacciati, il cui unico scopo è quello di fare una classifica giorno per giorno di tutte le cazzate che riuscite a combinare. Con annessa TOP 20 ogni 6 mesi.

giovedì 20 settembre 2012

"La valigia sul letto...

...quella di un lungo viaggio" cantava il buon vecchio J(hhhh)ulio Iglesias. Tutto ciò appena prima di iniziarle il pippone esistenziale rincarato da una dose massiccia di sensi di colpa. Non l'aveva presa bene...mi pare ovvio! Comunque so cosa state pensando, e no, il pezzo di oggi non è focalizzato sulle filippiche autocommiserative di J(hhhhh)ulio. Bensì...rullo di tamburi (cliccare prego, ci stiamo tecnologizzando!)...sull'arte di fare i bagagli. Ebbene sì, dopo tutta l'estate senza muovermi da questa valle di disperazione, ho finalmente vinto un weekend di vacanza! Vinto perché i miei amici me l'hanno regalato per il compleanno, perché ho vinto 2 accrediti per la Supercoppa di sabato e perché finalmente vado a Mirabilandia con qualcuno che farà quei cavolo di giochi divertenti con me (e qui torniamo ai traumi infantili riguardanti la mia prima giornata a Gardaland. Ma ci sarà tempo per affrontarli in seguito). E quindi...weekend in riviera per noi, yeppa!
Ma non ci deconcentriamo, sebbene sia la cosa che mi riesce meglio da ieri pomeriggio. FARE LA VALIGIA: sembra la cosa più semplice del mondo, ma ci vuole talento organizzativo, idee chiare sul futuro e capacità di adattamento. E le donne, in quanto tali, non ne sono provviste.
Certo, tu uomo che stai leggendo, adesso dirai: "Che ci vorrà mai? Una laurea? Butti dentro 2 o 3 magliette, due paia di pantaloni, scarpe di ricambio e sei a posto."
Mai niente è stato così lontano dalla realtà. Vorrei portarti a riflettere, se me lo concedi, su un paio di concetti basilari.

  1. Magliette. Hai pensato se prenderle tutte a mezze maniche o sarà il caso di prenderne una a maniche lunghe? Una canottiera magari potrebbe tornarti utile? Beh, compromesso: ne prendiamo una a maniche lunghe, 2 t-shirt e una canotta per ogni evenienza. E se poi succede che a tavola ti macchi? Ci vuole almeno un'altra maglia di scorta. 
  2. Ragionamento analogo sui pantaloni: corti? Lunghi? A pinocchietto? Alla zuava? E poi quelli leggeri o quelli di cotone più pesante? E cosa fai, non porti ALMENO un paio di jeans? Sarebbe irresponsabile. Quindi abbiamo (nella migliore delle ipotesi, il che ovviamente è realistico meno di zero) ALMENO un pantalone di cotone, un jeans e uno shorts.
  3. Hai notato se i colori dei capi d'abbigliamento scelti ai punti 1. e 2. sono combinabili? E no, non puoi mettere la maglietta rosa con quei pantaloni rossi. Cosa sei, il grande puffo? Escluderei anche la magliettina nera sui pantaloni marroni. Quindi, a meno che tu non sia fortunato e che le cose che hai scelto si combinino tutte perfettamente, oppure siano accettabili facendo opportune inversioni di accoppiate maglietta-pantalone, devi ricominciare da capo. 
  4. Inutile aggiungere che lo stesso discorso vale per le scarpe. Solo che qui, se affrontiamo le varie tipologie portabili, gli uomini vincono. E pure agili. Poi dicono la parità dei sessi...ricordatevi: quando vedrò un uomo che per cuccare dovrà soffrire su un paio di tacchi, allora QUELLA sarà parità dei sessi.
E devi considerarti fortunato/a se non sei di quei tipi che hanno necessità di abbinarsi anche mutanda-calza-reggiseno. Ovviamente se sei uomo, direi che è già un passo avanti se non hai un reggiseno da abbinare.
A questo punto il quantitativo di vestiti poggiati sul letto è notevolmente superiore alla capacità del borsone. Scatta quindi un complicatissimo meccanismo di scrematura ed eliminazione del superfluo. Una guerra senza colpi risparmiati, roba così cruenta che nemmeno nei drammi delle eliminazioni dei concorrenti ad "Amici" della DeFilippi.
A tutto ciò va poi aggiunto il trauma beauty-case, del quale io stessa medesima mi sono trovata  vittima oggi pomeriggio. Oggi è stato il giorno fatidico in cui l'astuccino che ho usato per tutta la vita, si è rivelato inspiegabilmente troppo piccolo. E nonostante le progressive e struggenti rinunce, il cambio di disposizione, il trasferimento da un beauty ad un altro, lo spazio che manca non si recupera. L'unica cosa che ho ottenuto io stasera, è stata che ho perso un tubo di dentifricio. Non chiedetemi dove sia adesso, ho ribaltato camera e non si trova.  
Poi ad un certo punto, nel mezzo alla selezione, arrivi a chiederti chi sei tu per decidere chi ha il diritto di venire in ferie e chi l'onta di rimanere nel suo cantuccio. E nel momento esatto in cui quel pensiero ti attraversa la mente, è già troppo tardi: hai perso la guerra. Ed io per la prima volta in vita mia, partirò con due beauty-case. DUE. Per stare fuori 3 giorni. 
C'è poco da commentare. Io, l'arte dell'essenziale, proprio non l'ho mai concepita.

Ma ricordati una cosa, la morale è sempre la stessa: ti farai migliaia di pippe mentali sul meteo, sugli abbinamenti, sui se e sui forse e alla fine dei conti...ti scorderai a casa il pigiama!

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