In questo preciso momento storico, in cui rischi l'infermità mentale se affermi in pubblico di essere sicuro che appena laureato riuscirai a trovare un lavoro, la domanda che assale la maggior parte degli studenti universitari italiani è: "Perché lo sto facendo? Perché mi faccio un mazzo così, studiando libri alti quanto i tacchi nascosti del Berlusca, se tanto poi rimarrò a piedi?"
Ed è proprio quando ti assale il dubbio sul futuro, che parte la tanto temuta domanda: "ma io, da grande, cosa vorrei fare?"
E' la stessa domanda che ti perseguita da quando avevi 3 anni, al primo giorno di scuola materna. All'epoca rispondevo la principessa, a 5 anni siamo passati alla veterinaria (erano occupazioni di gran moda all'epoca. Adesso se chiedi a una creatura di 5 anni cosa vuole fare da grande, va di lusso se non ti risponde "Project Manager per un'azienda di software"), ma a 8 anni ho avuto la prima vera scissione con il mondo delle altre bambine. Loro erano tutto un "voglio fare la ballerina/l'attrice/la cantante/la pittrice/la moglie di uno dei take that(piccole arrampicatrici sociali crescono)", e anche per me c'è stato il momento di richiamo artistico, con la differenza sostanziale che io aspiravo a fare l'imbianchino, e visto quanto costa ridipingere casa, mannaggia a me e a quando non mi sono presa sul serio!
Crescendo i progetti diventano roba seria, finché non ti trovi nella mia situazione attuale: impantanata nell'università italiana, con la necessità di uscirne, ma senza opzioni reali su cui buttarti. Io è qualche giorno che ci penso a quello che vorrei fare, e dopo l'ennesimo ingastrimento dovuto alla lettura di certi siti internet (senza fare nomi signor H, non si preoccupi) - parlo di un sito di basket nello specifico, ma direi che è un problema applicabile anche a numerosi altri temi, dalla politica al curling (ndr) - che si spacciano per competenti ed imparziali, ma non sono altro che appendici faziose di società che spendono e spandono da anni senza averne ricavato una cicca e dando la colpa della loro incompetenza al resto del mondo e alle congiunzioni astrali di Madre Natura, ho avuto l'illuminazione. Da grande voglio fare l'hacker. Tanto, non pagata per non pagata, almeno mi toglierei delle soddisfazioni.
Mica per far sparire dal mondo le notizie che non mi piacciono o far collassare server per antipatia, solo per mettere le cose al loro posto: ti spacci per SUPER PARTES? Benissimo. Allora che l'articolo che scrivi, lo sia. Non lo è? Allora io ti cancello il pezzo, e alla terza volta ti faccio risucchiare il server da un buco nero della nebulosa di Urano.
Il problema non si porrebbe se invece ti spacciassi per come realmente sei, cioè un sito/giornale di parte. Hai uno schieramento? Nessun problema, dichiaralo e scrivi quello che vuoi nei limiti imposti dalla legge, ovviamente. A quel punto se voglio leggerti o meno sarà un problema mio e solo mio, singolo individuo, che scelgo per la mia vita e per il mio fegato.
E invece no. Qui si continuano a spacciare verità assolute come fossero erba, e di quella buona.
Bisognerebbe essere un po' più onesti con chi "compra" il nostro prodotto, perché attirare attenzione ad ogni costo, non sempre è una scelta redditizia.
con il termine "Altissimo", non si intende nessuna entità divina o inerente una qualche religione. Per Altissimo, si intende letteralmente "altissimo". Il gigante immaginario che ci guarda tutti dall'alto. Onnipresente, onnisciente e del tutto indifferente all'evolvere delle situazioni imbarazzanti in cui vi siete cacciati, il cui unico scopo è quello di fare una classifica giorno per giorno di tutte le cazzate che riuscite a combinare. Con annessa TOP 20 ogni 6 mesi.
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